I ragazzi delle Maino, in occasione del Giorno della Memoria, rifletteranno sui fatti della Storia e sulla consapevolezza civica di ciascuno con due approcci differenti, integrati dalle attività di approfondimento con le docenti di Lettere.  

Gli alunni di seconda martedì 24 gennaio guarderanno la pellicola “Vento di primavera”: Joseph Weissmann, un bambino ebreo di dieci anni, porta cucita sul petto una stella gialla. Mentre va a scuola viene insultato e deriso da alcuni, incoraggiato da altri. Vive con la famiglia ed altri ebrei a Montmartre, in una Parigi occupata, cercando di sopravvivere, finché, nella notte fra il 15 e il 16 luglio 1942, nazisti ed autorità francesi rastrellano gli ebrei e ne rinchiudono 13.000 nel Vélodrome d’Hiver, in condizioni precarie e malsane: non hanno acqua, poco cibo, sono ammassati e costretti a fare i loro bisogni dove c’è spazio. Dopo due giorni, i prigionieri vengono portati in un campo di transito a Beaune-la-Rolande, in condizioni durissime. Pochi giorni dopo, gli adulti e i bambini più grandi vengono deportati ad Auschwitz. Solo i più giovani, tra cui Joseph, rimangono con la speranza di un ritorno …

 

Gli studenti di prima mercoledì 25 assisteranno alla proiezione di “Storia di una ladra di libri”: nella Germania della Seconda Guerra Mondiale la Morte molto indaffarata resta colpita dalla storia dell’adolescente Liesel, che vive con due  “genitori” affidatari e fatica ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove viene derisa dai compagni di classe perché non sa leggere. La grande determinazione della ragazza a migliorarsi trova un valido alleato nel papà adottivo che le insegna a leggere il suo primo libro, Il manuale del becchino, e nell’amicizia con un ebreo di nome Max che i suoi genitori nascondono nello scantinato, che condivide con lei la passione per i libri e che la incoraggia ad approfondire le sue capacità di osservazione.

 

Gli alunni di terza incontreranno, giovedì 26 gennaio, con la Sig.ra Lilli Vaifra Pesaro, figlia di padre ebreo e madre cattolica, nata a Marsiglia ma gallaratese d’adozione, che ha vissuto la prima infanzia nascosta in casa di amici genovesi, che l’hanno protetta e amata insieme ad altri componenti della sua famiglia costretti a nascondersi, ha subito la privazione di diritti e dignità poiché – per le leggi razziali del tempo – non poteva più uscire, giocare, andare a scuola, essere “come gli altri bambini” e ha dovuto vivere separata da mamma e papà, che vedeva molto molto di rado e con infinite precauzioni; ed è stata anche privata degli affetti familiari, in particolare del padre, arrestato ed internato ad Auschwitz, dove è stato ucciso.